Ogni 3 secondi muore un bambino, di cui 9 su 10 per cause facilmente prevenibili. Il giorno più pericoloso per
loro è quello della nascita.
Save the
Children presenta un nuovo rapporto e lancia la nuova campagna globale "
EVERY ONE", per salvare 500.000 bambini all'anno. Tutti possono contribuire con un sms al 48544.
Ogni 3 secondi nel mondo un bambino con meno di 5 anni perde la vita, per un totale di oltre 24.000 bambini al giorno; quasi 9 milioni
in un anno. Quasi 4 milioni non superano i primi 28 giorni di vita, di cui 2 milioni muoiono entro 24 ore dalla nascita e un altro milione
entro la prima settimana. Le cause più facilmente prevenibili sono: complicazioni neonatali, polmonite, diarrea, malaria e morbillo.
solo India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Pakistan e Cina, totalizzano più della metà di queste morti.
Il paese con il peggior tasso di mortalità infantile è la Sierra Leone, con 262 bambini morti ogni 1.000 nati, seguita dall'Afghanistan,
con 257 su 1.000. In tali paesi, le principali cause di mortalità infantile sono aggravate da condizioni di malnutrizione,
povertà endemica, cattive condizioni igieniche, scarsità di acqua potabile, mancato accesso all'istruzione da parte delle madri ed
utilizzo limitato della contraccezione. Esistono però anche paesi che negli ultimi anni hanno registrato una notevole crescita economica,
ma non sempre essa è stata accompagnata dalla diminuzione dell'indice di mortalità infantile: l'India, che registra un quinto dei
decessi di tutto il mondo, ne è un esempio. Questi i dati che emergono dal rapporto "
La nuova sfida: dire basta alla mortalità infantile",
presentato da Save the Children in occasione della conferenza stampa di lancio della nuova campagna mondiale dell'Organizzazione,
volta a combattere la mortalità infantile. Diversi paesi hanno dimostrato che un cambiamento è possibile. Bangladesh, Brasile, Egitto,
Indonesia, Cina, Messico, Nepal e Filippine sono sulla strada giusta per raggiungere
OSM4. Alcuni di questi vi sono riusciti
malgrado problemi di governance debole o corruzione ed un contesto di profonda indigenza.