L'Unione Europea ha deciso di innalzare la soglia dei livelli di tossine nella frutta secca, mobilitando le Associazioni dei consumatori
e gli esperti di sicurezza alimentare. "Rimaniamo sempre più sconcertati da quanto accade nell'ambito agroalimentare, non solo in
Italia ma anche in Europa", commenta Valentina Coppola, responsabile nazionale del settore agroalimentare di Codici , Centro per
i diritti del cittadinino. "Vengono prese decisioni senza valutare effettivamente i rischi che queste comporterebbero per la salute
dei cittadini. Le aflatossine, che l'Ue ha deciso di raddoppiare, sono infatti altamente nocive per l'uomo. In medicina sono
definite come cancerogene, mutageni e immunosoppresive. Come al solito l'Ue tende a livellare verso il basso la qualità dei prodotti alimentari
e non, come dovrebbe essere, adeguare gli alimenti a standard qualitativi di livello superiore. Questo accade anche perché si vuol
permettere l'introduzione sul mercato di prodotti provenienti da altri stati, quali la Turchia".
Prodotti esteri a basso costo non sono garanzia di buona qualità: meglio limitarne il consumo, qualora la proposta della Comunità Europea
dovesse essere accolta anche dal Parlamento. "Le aflatossine, presenti nella frutta secca sono assolutamente note per le loro proprietà
genotossiche e cancerogene, per questo è necessario mantenere il più possibile bassa la soglia consentita in questi alimenti". E' questo
l'appello che Legambiente e del Movimento Difesa del Cittadino rivolgono al Parlamento Europeo. "In un suo parere del 2007
l'Efsa affermava la necessità di mantenere un'esposizione la più bassa ragionevolmente possibile alle aflatossine da fonti alimentari
per tutelare la salute pubblica" sottolinea Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento sicurezza alimentare del Movimento
Difesa del Cittadio. "Sebbene l'esposizione alle tossine derivante dalla frutta secca sia minima che senso ha prendere un provvedimento
contro la tutela della salute dei cittadini?"