L'aggressione a
Silvio Berlusconi è avvenuta perché il servizio di sicurezza ha commesso 3 errori". Ad analizzare
quanto avvenuto in piazza Duomo è
Joseph LaSorsa, che era nel
servizio segreto del presidente degli Stati Uniti ai tempi dell'attentato a
Ronald Reagan ed oggi guida in
Florida l'omonima agenzia di consulenza per la sicurezza.
Il più grave è la carenza di controllo della folla che si trovava nella piazza. Quando un leader è in posti affollati
devono esserci attorno a lui spazi e corridoi che consentono agli agenti di tenere a debita distanza le persone. Lì invece
la gente era a ridosso del leader, quasi attaccata.
Il secondo è stato l'assenza di un percorso protetto verso l'auto del premier. Quando il presidente degli Stati Uniti si muove
il servizio segreto sa che una delle maggiori vulnerabilità è nel momento in cui sale o scende dall'auto. Per proteggerlo si
posiziona l'auto in un posto sicuro, come ad esempio dietro un palazzo o, meglio ancora, sotto un tendone per impedire alla
gente di vedere dove si trova la macchina. Il presidente sale a bordo della limousine senza che nessuno possa vederlo.
Quando si muove è già nell'auto.
Tanto il controllo della folla come la protezione dell'auto non possono comunque impedire che qualcuno lanci un oggetto contro il leader,
ma il servizio segreto può limitare il tipo di oggetti che possono essere lanciati contro il leader. E qui sta il terzo errore commesso
a Milano: non c'erano controlli, perquisizioni o metal detector attraverso cui filtrare le persone che si avvicinavano a Berlusconi.
Anche contro
George W. Bush venne lanciata una scarpa a Baghdad, ma poiché i giornalisti entrati in quella sala erano
passati attraverso i controlli di sicurezza non potevano avere con sé oggetti contundenti, di ferro, marmo o materiali simili.