Dal 1999 esiste in Italia una "polizia della mortadella", del pecorino e di altri prodotti alimentari tipici,
formata da addetti dei consorzi per la garanzia del marchio e per vigilare contro la contraffazione. Persone che possono essere
armate e con i poteri di pubblico ufficiale
Walter Giorgi, giovane presidente del Consorzio del prosciutto toscano Dop, alla fine di agosto s'è aggiunto ai già circa 100
"agenti vigilatori" che lavorano per conto dei consorzi di tutela dei prodotti italiani Dop e Igp. Giorni dichiara:
"D'ora in poi non mi occuperò solo della valorizzazione del prodotto, ma potrò anche lottare contro gli
"agropirati", ovvero coloro che abusano del nome del prosciutto toscano".
L'offensiva s'è fatta più massiccia da maggio, da quando è obbligatorio evidenziare il marchio comunitario per gli alimenti Dop e
Igp, per certificare che l'alimento è stato prodotto secondo un procedimento molto preciso e vincolante. Per lottare contro gli
abusi, Giorgi sarà un agente di pubblica sicurezza a tutti gli effetti, grazie a un'autorizzazione rilasciata dal ministero
delle Politiche agricole dalla prefettura.
Potrà redigere verbali, ordinare sequestri e comminare multe. E, soprattutto, potrà utilizzare la pistola in servizio.
Lo autorizza ad agire come un qualsiasi poliziotto la legge 526 del 1999. Il punto è che per diventare agenti non è
obbligatorio alcun corso di formazione; è sufficiente che il consorzio riceva un'autorizzazione ministeriale. E
le richieste di accreditare nuovi agenti vigilatori sono in continuo aumento.
Christian Sbardella, responsabile marketing del Consorzio dell'olio extravergine d'oliva toscano, dichiara: "La nostra azione non
va solo a difesa di un marchio, ma pure della Toscana e dell'Italia". Solo un dubbio: ma per tutelare tutto questo, c'è davvero
bisogno della pistola?