Davide Melisi, ricercatore italiano in fase di rientro in patria dopo 4 anni di lavoro
negli Stati Uniti, ha presentato la sua ricerca con la quale ha dimostrato che inibendo
una proteina, la
TAK-1, è possibile rendere 70 volte più sensibile il tumore
del pancreas alla chemioterapia, aprendo la via allo studio di nuovi farmaci.
Lo scienziato ha studiato il ruolo della
TGF-beta coinvolta nello sviluppo del cancro panreatico,
scoprendo che la TAK-1, che viene attivata dalla TGF-beta, è un potenziale mediatore dell'estrema
resistenza dimostrata da questo tipo di tumori all'attacco farmacologico. Il team del dottor Melisi
ha sviluppato un componente capace di inibire l'azione della TAK.
Il futuro di Melisi è all'
Istituto dei Tumori "Pascale" di Napoli . Era espatriato in Texas, all'
Anderson Center
di Houston, e lavorava a fianco di
James Abbruzzese, italoamericano
di seconda generazione, uno dei maggiori esperti del mondo in tema di cancro del pancreas.
Melisi, classe 1976, si laurea in Medicina con 110 e lode nel 2001 all' università Federico II e
comincia subito gli studi di specializzazione in Oncologia. Il suo entusiasmo, le sue
capacità non sfuggono ai docenti. In America, opera sia in laboratorio che in
clinica. Ottiene un finanziamento dall'
American Italian Cancer Foundation
e dalla
Sass Foundation,
che gli permette di procedere con le sue ricerche. E' in questi anni che sviluppa lo studio sulla proteina
TAK-1, scoprendo che il cancro pancreatico, per il quale ancora oggi non esistono trattamenti, indotto
nei topi diventa 70 volte più sensibile alla chemioterapia. Un passo avanti più che significativo nella
ricerca e il suo lavoro è stato presentato in questi giorni a Berlino al Congresso Europeo di Oncologia (ECCO-ESMO).