Il professor
Roberto Burioni,
docente di microbiologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano afferma soddisfatto: "abbiamo trovato le tracce
del killer che provoca l'infarto". Assieme al collega
Massimo Clemente ha svolto uno studio che rappresenta una
svolta sulla nostra conoscenza delle cause che originano l'infarto, una malattia che provoca ogni anno la morte
di 13 milioni di persone. Attualmente siamo indotti a pensare che i soggetti più colpiti da infarto miocardico
siano persone molto stressate, fumatori abituali, obesi oppure persone che hanno alti livelli di colesterolo nel sangue.
Allora non si spiegherebbe perché ad essere colpiti sono anche individui che non presentano nessuno di questi fattori
di rischio. Già in passato era stata avanzata l'ipotesi che l'infarto potesse essere la conseguenza di infezioni
causate da virus o batteri. Da oggi, grazie alle ricerche condotte dal San Raffaele, questa teoria trova un
fondamento scientifico. Lo studio, pubblicato sul "
Journal of Immunology", è stato condotto in nei laboratori dell'Università
Vita-Salute San Raffaele e dell'Istituto scientifico-universitario San Raffaele, da ricercatori italiani in
collaborazione con la
Bracco Imaging di Milano.
Il professor Roberto Burioni racconta: "siamo partiti da pazienti che, in seguito a un infarto, sono finiti sotto
i ferri per aprire l'arteria ostacolata che irrora il cuore di sangue. Una volta rimossa la placca che ostacolava
l'afflusso di sangue al cuore l'abbiamo analizzata". Così i ricercatori hanno scoperto che, proprio nella placca
coronarica, causa dell'infarto, le cellule del sistema immunitario che producono gli anticorpi (cioè le proteine
che ci proteggono da virus e batteri), sono attivate da un agente esterno, detto
antìgene. L'antìgene è una sostanza riconosciuta come estranea dal nostro
organismo (per esempio una tossina o un virus). "La natura dell'antìgene che è stato trovato dai ricercatori
nelle placche coronariche è ancora da chiarire" spiega il professor Burioni "ma lo studio fotografa, per la prima volta,
una sorta di impronta dell'assassino. Una volta ottenuta l'impronta, individuare il colpevole diventa più facile".