Purtoppo l'allarme "chili di troppo" non accenna a diminuire. Nel nostro Paese 13 bambini su 100 nell'età compresa tra
i 6 e gli 11 anni è infatti obeso. Lo affermano i ricercatori della
SIO -
Società italiana obesità, che si riuniranno in un congresso
di aggiornamento a Fiuggi. I partecipanti si confronteranno sul fenomeno obesità e sulla ricerca biotecnologica e
clinica, con l'obiettivo della riduzione del problema nel medio-lungo termine, ma anche per meglio gestire
l'attuale scenario clinico e sociale creatosi a causa di una così estesa 'epidemia'.
Giovanni Spera, docente di
Medicina Interna all'Università La Sapienza di Roma afferma: "è ormai
necessario prendere atto che l'incremento della spesa sanitaria in Italia coincide con il vertiginoso aumento dei
casi di sovrappeso ed obesità. Il diabete, l'infarto, l'ictus e molti tumori, che incidono anche pesantemente sui
bilanci regionali, ne sono infatti spessissimo la stretta conseguenza. E' suggestivo il dato che emerge da uno
studio condotto in Gran Bretagna in base al quale risulta che la curva di incremento dei soggetti disabili, con
tutte le relative conseguenze socio-economiche, coincide praticamente con quella di incremento degli obesi. Insomma
il riscontro obiettivo dei parametri di disabilità è più probabile in caso di obesità che in qualunque altra situazione
clinica di base. La
chirurgia bariatrica sembra essere in questo momento
l'unica arma efficace nei confronti della grande obesità e anche del conseguente diabete. Ma è indubbio che sia
necessario intensificare gli sforzi a tutti i livelli, da quello scientifico di base a quello della prevenzione
e di politica territoriale, per individuare strategie sia per affrontare la malattia in chi ne è colpito sia per
arginare l'incremento di sovrappeso e obesità che, anche secondo recenti indagini dell'Istituto superiore di
sanità, riguardano il 30 per cento dei bambini e degli adolescenti tra i 6 e gli 11 anni, di cui il 13 per
cento obesi, cioè la popolazione che sarà adulta tra pochi anni".
Un problema che si ripercuote anche sulle casse degli italiani, se è vero che nel nostro Paese si spendono più di
23 miliardi di euro l'anno per contrastare la malattia. Per arginare il questa situazione gli studiosi
sostengono che non è sufficiente agire solo sulla prevenzione.