Ben 7 italiani su 10 sono esposti nella vita quotidiana a livelli di rumore superiori ai limiti previsti dalla legge e
tollerati dal nostro organismo. Con rischi non solo per l'orecchio, ma per la salute in generale, come ha spiegato
Giancarlo Cianfrone,
presidente dell'
AIRS
- Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità, durante la presentazione della
Giornata nazionale Airs contro la sordità.
Gran parte degli ospedali italiani aderiscono entusiasticamente ogni anno a questa iniziativa, mettendo a disposizione le
strutture di diagnosi, il personale medico e sanitario per una valutazione clinica gratuita dell'udito; ciò allo scopo di sensibilizzare
l'opinione pubblica sui gravi problemi medici e sociali connessi con la Sordità e i disturbi comunicazionali e sulle possibilità concrete
di prevenzione. L'iniziativa si propone l'obiettivo di migliorare il rapporto tra i cittadini e le strutture ospedaliere del territorio.
Cianfrone afferma che: "il rumore è sicuramente una delle cause dell'aumento dei problemi di udito, di cui già soffrono circa 8 milioni di italiani.
Più del 70 per cento degli
italiani è esposto a rumori di livello superiore a 60-65 decibel. Un 'volume' che comincia a essere nocivo per lo stato di
salute in generale delle persone. Anche per l'apparato endocrino, ormonale, cardiovascolare, psichico, respiratorio. Gli
80 decibel che sono invece il limite di rischio diretto per l'apparato uditivo interessano una popolazione inferiore,
intorno al 30 per cento. In quest'ultima fascia, però, i danni sono evidenti, oltre che sugli altri apparati, anche su quello acustico.
Esistono norme in Italia, mutuate della Comunità europea, per la zonizzazione dei centri abitati che andrebbero rispettate.
Innanzitutto dalle amministrazioni locali e sappiamo che, purtroppo, solo una quota del 30-35 per cento degli enti locali
si è adeguata a queste norme. Nelle discoteche, inoltre, esistono precisi limiti di legge, ma soltanto una parte dei locali si
adegua alle indicazioni. Per l'ambiente di vita di tutti i giorni (condominio, traffico, aerei eccetera), poi, non esistono
ancora norme ad hoc. Siamo in una situazione un po' da giungla ed è il singolo cittadino che deve proteggersi se ha il
dubbio di essere esposto a livelli troppo elevati di rumore. Deve denunciarlo agli enti di controllo e sottoporsi ad un
esame dell'udito".